Multistrato, MDF, truciolare: cosa c'è davvero dentro i tuoi mobili

Multistrato, MDF, truciolare: cosa c'è davvero dentro i tuoi mobili

La prossima volta che entri in un negozio di arredamento, prova a fare una cosa: apri un cassetto e guarda il fondo. Solleva il mobile e guardalo da sotto. Togli un ripiano e osserva il taglio del pannello.

Quello che vedrai ti dirà più di qualsiasi etichetta, scheda tecnica o venditore.

Perché la differenza tra un mobile che dura trent'anni e uno che comincia a cedere dopo tre non sta nel design, nel colore o nella marca. Sta nel materiale con cui è costruito — quel pannello che non vedi, che sta dietro le ante, sotto i cassetti, dentro la struttura.

E la stragrande maggioranza dei mobili in commercio oggi è fatta con materiali che hanno un unico obiettivo: costare il meno possibile.


Il truciolare: il materiale invisibile che è ovunque

Il pannello truciolare — tecnicamente "pannello di particelle di legno" — è il materiale più usato nell'industria del mobile. Non solo nei mobili da €200: anche in quelli da €800, da €1.200, a volte anche di più. Lo trovi nelle cucine, nei guardaroba, nelle librerie, nelle scrivanie. È talmente diffuso che la maggior parte delle persone non sa nemmeno che esiste: pensa di avere mobili "in legno" quando in realtà ha mobili in truciolare rivestito.

Com'è fatto? Si prendono scarti di lavorazione del legno — segatura, cippato, pezzi troppo piccoli per qualsiasi altro uso — e si pressano insieme con resine sintetiche ad alta temperatura. Il risultato è un pannello denso, pesante, relativamente liscio in superficie. Si riveste con un foglio di laminato stampato (che simula il legno, la pietra, qualsiasi cosa) o con un foglio di impiallacciatura vera, e il mobile è fatto.

Funziona? Per un po', sì. Il truciolare tiene bene la forma finché resta asciutto e finché non lo stressi meccanicamente. Ma ha tre problemi strutturali che lo rendono inadatto a costruire mobili che devono durare nel tempo.

Il primo è l'acqua. Il truciolare assorbe l'umidità. Non serve un allagamento: basta l'umidità ambientale di un bagno, di una cucina, di una casa al piano terra. Il pannello si gonfia, perde coesione, si deforma. Chiunque abbia avuto un mobile da bagno in truciolare sa esattamente di cosa sto parlando: quel rigonfiamento alla base, il fondo del lavabo che cede, l'anta che non chiude più.

Il secondo è la tenuta delle viti. Il truciolare non è legno: è un aggregato di particelle. Quando ci avviti dentro una vite, la vite non afferra fibre di legno — afferra particelle compresse. La prima volta tiene. La seconda, se smonti e rimonti, tiene meno. La terza, la sede della vite è sfondata e non tiene più nulla. Per questo i mobili in truciolare sono progettati per essere montati una sola volta: non perché sia una scelta, ma perché il materiale non tollera altro. E anche senza smontarli, le cerniere delle ante — che lavorano continuamente, ogni giorno, per anni — tendono a slabbrarsi, perché il truciolare si sbriciola intorno alla vite.

Il terzo è la fragilità dei bordi. Il truciolare ha una superficie interna omogenea e granulosa. I bordi vengono coperti con una striscia di PVC o ABS incollata a caldo. Con il tempo — e parliamo di pochi anni — questa striscia si stacca. Parte da un angolo, da un bordo esposto al calore o all'umidità, e una volta che inizia non si ferma. Quando il bordo si stacca, il truciolare sottostante è esposto: si sbriciola, si gonfia, diventa irrecuperabile.

Niente di tutto questo è un segreto. È fisica dei materiali. Il truciolare è progettato per essere economico e per funzionare "abbastanza bene" per un periodo di tempo limitato. Ed è perfettamente onesto in questo — il problema è quando viene venduto come qualcosa di diverso da quello che è.


L'MDF: il cugino elegante con gli stessi limiti

L'MDF (Medium Density Fibreboard) è il gradino sopra il truciolare. Invece di particelle grossolane, usa fibre di legno finissime pressate con resina. Il risultato è un pannello più omogeneo, più liscio, con una superficie che si presta bene alla laccatura. Per questo lo trovi spesso nei mobili laccati bianchi o colorati: la superficie dell'MDF è talmente liscia che la vernice aderisce perfettamente e il risultato è impeccabile.

Ma sotto la vernice, i limiti strutturali sono simili a quelli del truciolare. L'MDF è ancora più sensibile all'acqua: assorbe umidità rapidamente e si gonfia in modo irreversibile. La tenuta delle viti è leggermente migliore, ma non di molto. E soprattutto, l'MDF è pesante — molto pesante. Un mobile in MDF pieno pesa il doppio di uno equivalente in multistrato. Il che significa che le cerniere, le guide dei cassetti e tutti i punti di giunzione sono sottoposti a stress maggiore.

L'MDF ha un suo ruolo legittimo: per ante laccate, pannelli decorativi, elementi dove serve una superficie perfettamente liscia e dove lo stress meccanico è basso. Ma usarlo come materiale strutturale — per fianchi, fondi, ripiani portanti — è un compromesso.


Il legno massello: nobile ma imperfetto

A questo punto la reazione naturale è: "E allora usiamo il legno vero, quello massello."

Il legno massello è il materiale più antico e più nobile. Ha fascino, ha storia, ha una consistenza tattile che nessun derivato può replicare. Ma ha un difetto strutturale che chiunque abbia lavorato il legno conosce bene: si muove.

Il legno è un materiale igroscopico — assorbe e rilascia umidità in continuazione, in equilibrio con l'ambiente. E quando lo fa, cambia dimensione. Non di millimetri: di centimetri, nel corso delle stagioni. Un piano in massello largo 50 cm può variare di 5-8 mm tra inverno e estate. Le fibre si gonfiano e si restringono perpendicolarmente alla venatura, creando tensioni interne che nel tempo producono curvature, fessurazioni, apertura delle giunzioni.

Questo non significa che il massello sia un cattivo materiale. Significa che va usato con conoscenza e rispetto dei suoi limiti. Un piano in massello va costruito con tecniche specifiche (giunzioni incollate con fibre alternate, attraversamenti a farfalla, sistemi di fissaggio che permettano il movimento). Le ante in massello si costruiscono con telai e pannello centrale flottante, proprio per gestire il ritiro.

Un bravo artigiano sa fare tutto questo. Ma il risultato è un mobile che richiede più lavoro, più legno (e quindi costa molto di più), e che comunque si muoverà nel tempo. Non è un difetto: è la natura del materiale. Ma è un aspetto che la maggior parte delle persone non conosce quando sente "legno massello" e pensa automaticamente "la scelta migliore".


Il multistrato: ingegneria al servizio del legno

Il multistrato è un pannello fatto di strati sottili di legno vero — non scarti, non fibre, non particelle: fogli di legno — incollati uno sull'altro con le venature incrociate. Ogni strato è ruotato di 90 gradi rispetto al precedente.

Questo incrocio delle fibre è il principio fondamentale che rende il multistrato un materiale strutturalmente superiore sia al truciolare che al massello per la costruzione di mobili.

Stabilità dimensionale. Dato che le fibre di ogni strato tirano in direzione opposta a quelle dello strato adiacente, le tensioni si compensano a vicenda. Il pannello non si ritira, non si curva, non si fessura. Resta piatto e stabile indipendentemente dalle variazioni di umidità e temperatura. È lo stesso principio per cui il compensato viene usato da decenni nella costruzione di barche, aerei e camper — ambienti dove la stabilità strutturale non è un optional.

Resistenza meccanica. Il multistrato è enormemente più resistente del truciolare a parità di spessore. Regge carichi, resiste alla flessione, non si sbriciola. Le viti tengono saldamente — e continuano a tenere anche se le rimuovi e le rimetti. Ma soprattutto, il multistrato può essere lavorato con incastri (fresature, denti, code di rondine), esattamente come il legno massello. Questo significa che un mobile in multistrato può essere assemblato con giunzioni meccaniche vere, incollate strutturalmente, senza dipendere da viti e connettori metallici come unico sistema di tenuta.

Leggerezza. A parità di resistenza, un pannello in multistrato di pioppo pesa circa la metà di un pannello equivalente in MDF. Meno peso significa meno stress su cerniere, guide e giunzioni — e quindi una vita utile più lunga per tutti i componenti del mobile.

Il bordo è legno vero. A differenza del truciolare (dove il bordo deve essere coperto con una striscia incollata che prima o poi si staccherà), il bordo del multistrato è legno. Puoi levigarlo, verniciarlo, oliarlo. Non si stacca niente perché non c'è niente di incollato sopra. Il bordo a vista del multistrato — con i suoi strati visibili — è diventato negli ultimi anni un elemento estetico distintivo, usato intenzionalmente nel design contemporaneo.


Perché il multistrato non è più diffuso?

Se il multistrato è strutturalmente superiore, perché la maggior parte dei mobili non è fatta in multistrato?

Per una ragione semplice: costa di più. Non in modo astronomico, ma abbastanza da fare la differenza quando produci milioni di pezzi. Un pannello di truciolare costa circa un terzo di un pannello di multistrato equivalente. Quando il tuo modello di business si basa sul volume e sul prezzo basso, quella differenza è tutto.

C'è anche un aspetto produttivo. Il truciolare è facilissimo da lavorare: si taglia, si fora, si riveste, si assembla con spine e connettori standardizzati. Il multistrato richiede più attenzione nel taglio (le fibre incrociate possono scheggiarsi se non si usa l'utensile giusto), più tempo nell'assemblaggio (gli incastri vanno fresati con precisione), e più competenza nella finitura (il bordo a vista va trattato con cura).

In altre parole: il multistrato è un materiale migliore, ma richiede più lavoro e più competenza. E nell'industria del mobile di massa, il lavoro e la competenza sono esattamente le voci che si cercano di eliminare.


Cosa significa nella pratica

La prossima volta che valuti un mobile, non guardare il colore o la forma per prima cosa. Guarda il materiale. Chiedi di cosa è fatto. Apri un cassetto e guarda il fondo. Solleva un ripiano e guarda il taglio.

Se vedi una superficie granulosa, tipo segatura compressa: è truciolare. Se vedi una superficie liscia e omogenea, senza fibre visibili: è MDF. Se vedi strati di legno sovrapposti con venature alternate: è multistrato. Se vedi una venatura continua, con fibre lunghe in un'unica direzione: è massello.

Nessuno di questi materiali è "sbagliato" in assoluto. Ma ognuno ha limiti precisi, e il prezzo che paghi dovrebbe riflettere il materiale che ricevi.

Un mobile in truciolare rivestito può costare €200 e svolgere il suo compito per qualche anno. È una scelta legittima, purché sia consapevole. Ma se vuoi un mobile che tra dieci anni abbia ancora i cassetti che scorrono, le ante che chiudono e la struttura che non cede, il materiale con cui è costruito deve essere all'altezza di quell'aspettativa.


Noi usiamo multistrato di pioppo italiano certificato FSC, prodotto nella Pianura Padana. Lo abbiamo scelto perché funziona meglio — non perché costa meno. Se vuoi saperne di più, guarda come costruiamo i nostri mobili o esplora i modelli disponibili.